.

  sinistri Blog Deberlusconizzato
 
Diario
 




"Dio creò la Padania. Poi si accorse dell'errore e creò la nebbia"
Anonimo napoletano (graffito)


"Berlusconi era il mio Dio, adesso sono ateo"
Anonimo barese (graffito)


Santo Subito !



Ocio!
 
Blog contenente materiale riciclato, ridigerito e ri-redatto per il vostro piacere e riflessione! Il redattore si assume tutte le responsabilità di quanto riportato (tanto è la pura verità...)

 

Berlusconi è l’unico bugiardo sincero che io conosca, crede davvero alle scempiaggini che dice e che fa.
Indro Montanelli

L’Italia è una penisola bagnata da tre mari e prosciugata da Tremonti.
Willer Bordon

La soluzione al malgoverno delle sinistre ? Il governo Berlusconi. Morale: peggio il tycoon del buso!
Nicola Battistoni 

Prendere appunti quando parla Fini vuol dire lasciare il quaderno immacolato. Mai un'idea, mai una risposta concreta.
Maurizio Chierici - L'Unità


19 giugno 2006

Noi e la guerra

Per chi non l'avesse ancora letta...

Lettera di Gino Strada a Furio Colombo (l'Unità - 19 giugno 2006)

Caro Furio, grazie di avere scritto un altro dei tuoi «commenti» intelligenti e intellettualmente onesti. E grazie anche di aver sottolineato che si sta discutendo tra amici. L'invito in Afghanistan, non ho bisogno di dirtelo, è sempre valido, in ogni momento, anche domani. Io sarò qui sino a fine luglio, mi piacerebbe riceverti all'aeroporto. E veniamo subito, come si dovrebbe sempre fare tra amici, a confrontarci sulle domande che tu poni. «Il ritorno dei talebani - ti chiedi - non è una minaccia sentita e condivisa?».

A volte la parole fanno impressione, specie quando regolarmente associate ad aggettivi come «mostrouso» o «orrendo». Sappiamo, tu me lo insegni, quanti «mostri» sono stati creati ad arte con la manipolazione mediatica, ricordiamo gli ex amici diventati mostri, e gli ex mostri di nuovo amici.

Gli afgani hanno subito il giogo dei talebani. Ma per la maggioranza dei cittadini afgani, che cosa è cambiato cinque anni dopo la loro caduta?

Nell'Afghanistan «libero e democratico» gli afgani hanno votato - magari quattordici volte, come l'infermiere che ha vinto la gara «io voto più di te» tra il nostro staff di Kabul - ma hanno anche visto altre cose succedere, spesso per la prima volta, nella loro città e nel loro Paese. Il «Presidente dell'Afghanistan», risaputo consulente della petrolifera Unocal nonché del Pentagono stesso, ha una «guardia presidenziale» composta da cittadini Usa che lavorano per la DynaCorp, uno dei tanti subcontractors, ditte private che si occupano di «sicurezza» e che pullulano di ex militari e spie ancora in attività. Sempre a Kabul, in cinque anni (dall'inizio della «guerra al terrorismo»), gli affitti delle case sono aumentati di oltre dieci volte, la città è tra le più inquinate al mondo, ogni giorno si ammazzano tre bambini, fatti a pezzi dai convogli del nuovo business e da quelli militari (in divisa o no) che hanno la regola di sicurezza (la propria!) di non fermarsi in caso si investa qualcuno. Nella capitale sono aumentate enormemente la violenza e la delinquenza comune. È arrivata la prostituzione. Circolano molte droghe pesanti. Si inizia a parlare di Hiv e di rischio Aids. È arrivata anche la medicina a pagamento. Grazie alla World Bank, a Kabul già la settimana dopo la caduta dei Talebani. Medicina privata. In un Paese di 25 milioni di abitanti che portano a casa mediamente 10 dollari statunitensi al mese, in un Paese che in oltre trent'anni di guerra ha visto 4 milioni di rifugiati, 2 milioni di morti, oltre 1 milione di disabili, si sta costruendo - con i «soldi degli aiuti» - la medicina a pagamento: chi ha soldi può curarsi (male), gli altri crepino pure.

Anche questo hanno visto e stanno pagando i semplici cittadini afgani, bambini donne e uomini. Effetti collaterali della democrazia? Forse, ma solo un demente potrebbe accettarli.

Migliaia di civili ogni anno (molti di più che ai tempi della guerra tra taleban e mujaheddin) sono stati dilaniati dalle esplosioni. Per non parlare dei diecimila civili morti nei primi sei mesi della «liberazione», polverizzati dalle bombe della libertà.

Non ti stupisca allora, caro Furio, se la maggioranza degli afgani non vede il ritorno dei Talebani al potere come una «minaccia»: per molti sarebbe «meglio», per altri è «una speranza», alcuni perfino pregano perché succeda. Molti non hanno simpatia alcuna per i Talebani, ma giudicano ancora peggio il fatto che il loro Paese sia militarmente occupato da stranieri. E l'avversione e l'insofferenza stanno crescendo, fino alla rivolta. I «disordini» del 29 maggio - una dozzina di morti e più di cento feriti civili, da colpi d'arma da fuoco, settantuno dei quali sono arrivati al Centro chirurgico per vittime di guerra di Emergency - non erano manifestazioni «talebane», non c'era alcun agitatore o «terrorista» a sobillare la folla. Non ce n'era bisogno. È bastato loro aver vissuto cinque anni di «liberazione». Mi piacerebbe discutere con te di queste costanti spirali che portano, ogni volta che si sceglie la «guerra come strumento», al risultato paradossale di far apparire «desiderabili» perfino quei regimi di terrore che il terrore della guerra si proponeva di soppiantare.

Abbiamo paura di dire la verità, di ammettere che moltissimi iracheni cambierebbero volentieri la loro vita di oggi con quella nell'Iraq dominato dal «mostro dittatore» (che allora però era ancora «l'amico Presidente»)?

Dobbiamo trovare il coraggio di dire che anche qui sono in molti a rimpiangere i taleb, quando vedono - ed è questo il senso profondo di quei «disordini» - i ferenji (gli stranieri) decidere il futuro degli afgani.Ci stupisce? Ci stupisce l'insofferenza di una popolazione che ha visto guerra per decenni, e che vede ora altri eserciti combattere una nuova guerra chiamandola pace?

Stupiti o meno che ne restiamo, loro - la maggioranza degli afgani - la pensa così. I militari stranieri, anche i militari italiani, come abbiamo sperimentato, sono considerati forze di occupazione, e sono un bersaglio.

Qui in Afghanistan c'è la guerra, e minaccia di intensificarsi nei mesi a venire. L'Italia, che ruolo vuole avere? Da che parte dovrebbe stare?

«Provengo da un paese - ha detto recentemente a Montecitorio la deputata afgana Malalai Joya - che ancora brucia tra due fuochi: da una parte ci sono i criminali fondamentalisti dell'Alleanza del Nord sostenuti dal governo americano, dall'altra i talebani e i terroristi di Al-Qaida».E noi, a chi decidiamo di «affittare» i nostri fucili, ai «criminali fondamentalisti» contro i «talebani terroristi»? Sarebbe questo l'obiettivo e il senso della nostra presenza?

Anziché cercare un proprio «ruolo nella guerra», anziché rincorrere formule per non scontentare alleati-padroni, l'Italia potrebbe fare altro. Il nostro Paese ha la cultura e le risorse umane per un gesto di pace, per stare dalla parte dei disgraziati, poveri, martoriati cittadini dell'Afghanistan, di quelle persone il cui destino ci interessa e ci angoscia.

E se provassimo a sperimentare approcci diversi «nell'aiutare l'Afghanistan»? Si potrebbero trovare, magari a fatica, soluzioni che non prevedano l'uso di militari, iniziative basate su una discussione e un confronto (che richiede i suoi tempi) con tutte le componenti della società afgana, progetti condivisi come priorità dai cittadini afgani, non solo voluti e caldeggiati dai tagliagole di turno.

Perché non togliere i militari e con calma ricostruire l'immagine che ci piace gli altri abbiano dell'Italia? O qualcuno pensa che il più bel «made in Italy» siano i fucili mitragliatori?

Mantenere la truppe in Iraq e in Afghanistan sta costando oltre 100 milioni di euro ogni mese al Paese dove si ritengono impossibili aumenti retributivi di 100 euro.

Emergency, una piccola ma importante realtà qui in Afghanistan, dal 1999 ha fornito assistenza a un milione e centomila pazienti e spende ogni anno circa 6 milioni di euro per offrire assistenza gratuita nei suoi tre ospedali chirurgici (Panchir, Kabul, Lashkargah), nel Centro di Maternità (Anabah), nelle 27 cliniche e posti di pronto soccorso, nelle carceri.

Con i soldi già spesi per mantenere qui le truppe, avremmo potuto dare ai cittadini dell'Afghanistan (non al despota di turno) 300 ospedali, 5.000 scuole e 3.000 Centri di servizi sociali per i disabili, per le vedove e le donne emarginate, per gli anziani, per i tanti orfani di guerra. Non parlo solo di costruire edifici, ma di attivare strutture, di fornire servizi qualificati addestrando lo staff nazionale afgano.

Senza blindati né elicotteri da combattimento, sarebbero bastate la passione e la competenza di molti italiani, ingegneri e architetti, infermieri e medici, tecnici e amministratori.

I convogli disarmati di Emergency possono ancora oggi spostarsi dal Panchir a Lashkargah (attraversando regioni interamente sotto il controllo dei talebani) senza alcuna scorta, senza temere attacchi. Può fare lo stesso il personale militare italiano «in missione di pace»?

Mi attribuisci «la speranza un po' folle» di voler «unire due percorsi»: ospedali da un lato, e una «responsabile decisione politica che non sia di abbandono» dall'altro. Può darsi, ma non credo si tratti di follia. C'è dell'utopia, certo. C'è l'ostinata utopia di credere che dobbiamo porre in fretta nell'agenda della specie umana - e fare in modo che entri anche nella agenda dei Governi - la costruzione di una società dalla quale sia bandito l'uso della violenza di massa, del terrorismo come della guerra.

Ci si arriverà se incominciamo ad agire in questa direzione, una volta dopo l'altra, ogni volta. Iniziando, ad esempio, col ritirare tutti i militari italiani (che tristezza invocare «ombrelli» e «accordi» per giustificare la partecipazione ad una guerra!) e impegnarci da subito per disegnare una «via italiana pacifica» per gli aiuti ai Paesi in maggiore difficoltà.

E a fine mese che succede, col voto sul rifinanziamento della missione militare? Continuo a sperare in un segnale di cultura, di civiltà, di «ripudio della guerra».

Se invece, per qualsiasi ragione «della politica», il Governo italiano deciderà di trovare comunque un ruolo per le nostre truppe, per non irritare presunti alleati o autentici padroni, il nostro Paese avrà perso una occasione importante per affermare una cultura nuova.

Si temono terremoti politici, qualcuno crede che la «stabilità» politica italiana debba essere la priorità nell'orientare le nostre scelte sull'Afghanistan.

Che cosa vorrebbero dall'Italia e dagli italiani i cittadini dell'Afghanistan? Che li aiutassimo a campare, e se possibile a campare un po' meglio, oppure ci stanno chiedendo di stabilizzare il regime di Karzaj? E noi, vogliamo un'Italia «stabile» o un Paese che rifiutando la guerra potrebbe incominciare - finalmente - a chiamarsi davvero «civile»?

...per chi (ancora) non lo sapesse, possiamo aiutare quest uomo e la sua organizzazione devolvendo il 5 per mille dell'IRPEF a Emergency. Questo mi serve a tenere fede a un impegno che, conoscendo Gino e sua moglie personalmente, presi qualche anno fa chiedendo loro cosa potessi fare per Emegency...

Mi fu risposto, da Gino "Qualsiasi cosa, purchè tu la faccia". Grande lezione di vita, da un grande uomo !

Il codice fiscale da inserire nello spazio opportuno è: 971 471 101 55 (segnalate la cosa, eventualmente, al CAAF o al commercialista).

Sul sito www.emergency.it potete trovare altre utili indicazioni su come aiutare Gino e i Suoi...




permalink | inviato da il 19/6/2006 alle 13:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


15 maggio 2006

Adesso ditemi...

Un ex comunista al Quirinale, Bertinotti presidente della Camera, Moggi inquisito, Previti condannato.

Ce ne sarebbe abbastanza per essere soddisfatti per un interista di sinistra; ma c'è qualcosa su cui vorrei essere rassicurato e vorrei che - se non sugli organi di informazione -  almeno nelle sedi di partito mi dicessero:

  • che il "sacrificio" di d'Alema sia stato nient'altro che un colpo di genio dell'Ulivo/Unione per portare al Quirinale Giorgio Napolitano, il quale era da sempre e da subito il candidato presidente
  • che l'intervista di Fassino a "Il Foglio" in cui la eventuale presidenza d'Alema sarebbe stata "garantista" rispetto alla piena attuazione del Piano di Rinascita nazionale della P2 (se l'avete letta era esattamente in questi termini) è stato un atto politicamente meditato, ulteriore colpo di genio di una classe politica che (finalmente ?) è in grado di darsi una strategia e di attuarla
  • che d'Alema si sia voutamente fatto bruciare, attirando il Nano in un trappolone di cui il solo Bossi (che a genio politico...) ha avuto sentore
  • che il governo dell'Ulivo durerà 5 anni
Diversamente da ciò ci sarebbe veramente da rabbrividire perchè ci troveremmo di fronte a una manica di imbecilli (noi "coglioni") raggirata da un branco di figli di madre dalla dubbia moralità, sedicentemente democratici e di sinistra (o centro).

Per indole e speranza (dopo aver appreso che il quasi presidente del Senato era in costante e comprovato rapporto di "collaborazione" con Cosa Nostra) propendo, voglio propendere, per la prima ipotesi (anche se, come sempre, la verità sta nel mezzo).

Resta un dato di fondo tuttavia (calcisticamente e politicamente parlando): ai grandi stravolgimenti dovrebbe seguire un grande rinnovamento e svecchiamento delle classi dirigenti, e con Tangentopoli non è accaduto del tutto (tanto per usare un eufemismo).

In ogni caso: W l'Italia, W l'Inter




permalink | inviato da il 15/5/2006 alle 15:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


5 maggio 2006

La gioia, l'orrore e la noia

Giornata tosta, quella di oggi, per chi -tra una cosa e l'altra, tra una telefonata e l'altra, tra una fattura e l'altra (la dura vita del consulente libero professionista, flessibile e crestivo) scarica mente e corpo navigando tra i quotidiano online...

La gioia

...il (dis)Onorevole Previti che si "costituisce" dopo la mai troppo attesa sentenza e condanna definitiva (con
annesso rischio di carcere, poverino).

Non vuole subire l'onta di essere cacciato dal Palrlamento, dopo tre mandati consecutivi in cui la vera onta (visto che la sentenza è definitiva) l'abbiamo subita noi italiani ed elettori ad avere un corruttore in parlamento.

Trascuro il fatto che un noto senatore, colluso con gli amici degli amici fino agli anni '80 (pregasi leggere sentenza definitiva del Processo di Palermo) abbia rischiato - alla bella età di anni 87 - di diventare Presidente del Senato perché "non si può permettere ch il 50% degli italiani non abbia rappresentanza tra le figure istituzionali".

Delle due una: o il 50% degli Italiani è colluso (in subordine è stato iscritto alla P2) o c'è qualcuno che continua ad abusare della nostra pazienza (e probabilmente di sostanza stupefacenti, come le frasi che pronuncia).

L'orrore
Iniziamo (io almeno inizio), forse, a sperimentare cosa significhi veramente la parola guerra o - più verosimilmente -  a capire quali siano le conseguenze del Peace Keeping. Sinceramente sto male al pensiero che i nostri militari possano - ad ogni istante - rischiare vita ed esistenza (e con la loro, la tranquillità del loro cari), in virtù di non si qual meglio precisato ideale di libertà e democrazia.

Vero è che, tuttavia, non si può darla di vinta a chi sta insanguinando il mondo, rendendolo meno sicuro.

Il problema - questo sì, vero - è che tra chi si fa saltare per aria e fa saltare per aria i nostri ragazzi e che, in difesa del capitalismo e della crescita del PIL tiene miliardidi persone in condizini disumane, non si capisce chi sia il terrorista e chi il terrorizato. Io, sinceramente, una risposta non ce l'ho...

E se invece della democrazia esportassimo il diritto a una vita dinitosa per tutti ? (la sento già la vocina del Brontolo di turno: Comunista !). 

La noia
e d'Alema cosa farà da grande ?

Il presidente della Repubblica ? Auspicabile così prendiamo due piccioni con una fava: facciamo governare Prodi tranquillo (e per cinque anni) e tranquillizziamo il Nano (che potrà parlare ancora per cinque anni di comunisti), magari assicurandogli che potrà ulteriormente arricchirsi, perché tanto è questo che a lui interessa: l'impunità. E allora diamogliela e accendiamo un cero a Santa Prostata...

Il ministro degli Esteri ? Perché no ?

Il conduttore del prossimo grande fratello ? Pivetti docet ...

Sinceramente (e lo dico da sinistra) non se ne può più di 'sta storia: il vecchio Max avrà fatto anche i suoi errori in passato e recentemente (qualcuno ha letto i dati della Puglia ? Io sì e ho anche diversi amici pugliesi che se Max lo pigliano lo scuoiano, e se è vero quel che raccontano hanno pure ragione...) ma subordinare gli equilibri di una nazione alla collocazione del lìder maximo, sinceramente, fa ridere i polli (che di motivi per ridere non è che ne abbiano troppi).

Proposta: che dventi ministro della marina mercantile, salisse sul suo yacht, e restasse al largo: delle coste e degli affari italiani.

Si rifacesse una verginità e ricostruisse la propria immagine (un nome al proposito: Walter Veltroni) e se ne riparla nel 2011...

...sempre che nel 2011 ci sia ancora qualcosa da governare (con l'aria che tira)!

E poi, scusate: ma qualcuno ha mai riflettuto sul fatto he la nostra classe dirigente è quella che negli anni '70 si è presa a sprangate e pistolettate nelle strade, piazze e manifestazioni i e sta governando il paese con la stessa mentalità. (Avete presente il G8 di Genova con Fini in questura ? Ecco...).

E se li mandassimo (noi, i 30enni) allegramente a cagare e costruissimo NOI le basi di una nuova società; NOI che non ci siamo presi a sprangate, NOI che non siamo Comunisti e Fascisti, NOI che abbiamo un futuro precario (grazie Treu, grazie Maroni, grazie un c...o) e senza pernsione, NOI che stiamo mettendo al mondo figli in questo mondo...

Utopie di un coglione (orgoglione). Ma di coglioni (Flaiano docet) ce ne sono molto più di due...




permalink | inviato da il 5/5/2006 alle 18:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


11 aprile 2006

Forza Tremaglia !

Da Repubblica.it

I risultati dello scrutinio del voto per gli italiani all'estero evidenziano un dato clamoroso. La Cdl si è presentata divisa anche nelle ripartizioni Nordamerica e Africa-Asia-Oceania, che eleggono ciascuna un senatore. Se la Cdl si fosse presentata unita, otterrebbe entrambi i senatori. Al Senato il risultato sarebbe rovesciato: la Cdl batterebbe l'Unione 158 a 156.

Domanda spontanea: e chi sarebbero i coglioni ?




permalink | inviato da il 11/4/2006 alle 18:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


20 febbraio 2006

Fascisti su Marte

Da sempre esprimere le proprie opinioni espone (soprattutto se fatto in pubblico, tramite media e quant altro) alle critiche e ai commenti. Non sto parlando dell'ex Ministro Calderoli, sarebe come sparare sulla croce rossa.
Sto parlando di tutti noi, bloggers e cittadini, bombardati quotidianamente da (pseudo ?)informazioni dai TG e dai giornali.
Qualcuno, a volte, esprime le proprie opinioni con amici, conoscenti al fine di trovare conforto e appoggio (morale, se non altro) a fronte di torti subiti (o intesi come tali)
Qualcuno, a volte, mette nero su bianco ciò che pensa - con tutto il garbo e l'ingenuità di chi crede che, in questa Italia, si possa ancora esprimere liberamenti il proprio pensiero (Art. 21 della Costituzione Italiana) pensando di "raggiungerne uno" per "educarne cento".
Capita, poi, che il destinatario si ritenga libero di sporgere querela per diffamazione. La rima con intimidazione è fin troppo facile.
E il solo pensiero di essere destinatari di una querela per chi, come noi, non conosce nemmeno lontanamente il significato del verbo "delinquere" è insopportabile. Troppo lontano dai nostri valori di onestà e coerenza intellettuale (che prevede il diritto di critica e che prevede anche di essere liberamente criticati).
Peraltro la normativa recente (anzi recentissima) prevede la non appellabilità delle sentenze di innocenza in primo grado: quindi se uccido qualcuno e vengo assolto in primo grado sono a posto (diciamo giustamente), ma non se vengo accusato di diffamazione. Quella sentenze resta "appellabile" fino al 77° grado di giudizio (e, scommetto, non esistono tempi di prescrizione...).
Uhm ! Il pensiero corre veloce. I marziani sono atterrati sulla terra, e non bastrerà un raffreddore a spazzarli via (ricchi premi per chi ha colto la citazione)! Il 9 e 10 aprile si avvicina, alla prossima svolta a sinistra.




permalink | inviato da il 20/2/2006 alle 17:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


30 dicembre 2005

Auguri

Auguri di Buon Natale e felice anno nuovo...

  • agli internauti e ai visitatori del Bolg
  • a me stesso, per un 2006 di lavoro intenso
  • all'Italia per un 2006 che ne segnerà, comunque, i destini futuri
  • allo zio prete (come lo chiamo io), o allo zio Romano (Prodi) con la speranza di poterlo chiamare Presidente
  • al signor B. (On. Pres. del Cons.), con la speranza di poterlo chiamare EX On. Pres. del Cons.
  • all'attacco a tre punte della CDL con la speranza che finisca come l'anno scorso in Turchia
  • all'Inter, se non si era capito
  • ai Co.Co.Co., Co.Co.Pro, Liberi Professionisti (quelli che si arrabattano, come me, con una partita IVA per portare a casa qualche Euro) e ai precari tutti: che sia l'anno buono per trovare stabiltà (o almeno qualche soldino da mettere in cascina per la vecchiaia)
  • a Emergency, a Gino Strada, a tutti coloro - laici e non - che operano per un mondo di pace

...e a risentirci verso il 9 aprile...




permalink | inviato da il 30/12/2005 alle 12:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


18 ottobre 2005

Primaria: ho visto...

Posso orgogliasamente affermare di essere uno dei 10.000 presidenti di seggio, delle decine di migliaia di volontari, dei milioni di persone che hanno fatto delle primarie un evento che – nel miserrimo quadro della politica italiana – ha rappresentato una svolta storica, un momento altissimo, un grido di dolore e sprone alla classe dirigente (sigh) del centro sinistra.

E ho visto...

- 206 miei concittadini (siamo in tutto 1.500) in processione dalle 7.58 alle 22.00 per esprimere il loro voto (e le code le hanno fatte e viste tutti, così da poter sputtanare i destrorsi che negano anche questo: buffoni !)
- gli anziani del paese, i pensionati al minimo, quelli che non ce la fanno più, infilare nel “salvadanaio” chi 5, chi 10 Euro. “Tanto, se non ci aiutiamo tra noi poveretti...”...
- le mie due nonne (80 e 86 anni) farsi due rampe di scale, a fatica, accompagnate da tutta la famiglia
- ho visto voti per Scalfarotto e la Panzino (nel mio paesino ? ma allora c'è chi si informa e vota di conseguenza ! c'è ancora speranza...)
- un elettore di Forza Italia (dichiarato e infiltrato), infilare sardonicamente un Euro nella cassetta e – probabilmente – un voto per Fausto (così imparano). Beh! Fanculo!
- Persone perplesse a dover pagare per esprimere le loro idee (prima), offrire 10 Euro perché, effettivamente, dove cacchio li troviamo i soldi per contrastare i 420 milioni di Euro che il Pelato utilizzerà per fotterci di nuovo ?

E poi ho visto la faccia di Mastella e quella di Fede

Non ho visto l’abbraccio tra Fausto e Romano, ma chi lo ha fatto mi ha detto di essersi commosso

Ora un ultimo sforzo: siamo 4.200.000 ad aver votato, ci è sufficiente convincerne 1 a testa dell’altro schieramento a cambiare voto e volto al Paese.

Io comincio da oggi, e voi ?




permalink | inviato da il 18/10/2005 alle 14:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


27 luglio 2005

Non se ne può più !

Ora, va bene la revisione dinamica delle proprie posizioni dettata dalle situazioni, dalle opportunità e da profonde riflessioni spirituali...

...ma c'è un limite a tutto (anche se da uno con quel cognome, si può imputare tutto ai viaggi che si è fatto)!

"Marcello Pera ritiene che la nuova Costituzione dell'Unione Europea debba essere ispirata ai valori della laicità. In un'intervista che verrà pubblicata sul prossimo numero dell'Espresso, il presidente del Senato racconta la sua infanzia e sottolinea di non essere mai stato religioso: 'Non ho mai cominciato. Nonostante i rosari, sono sempre stato un non credente... Non dobbiamo infilare Dio nella Costituzione europea o inseguire su tutto le posizioni della Chiesa. Da quando non c'è più la Democrazia Cristiana, che era un grande partito laico, vedo troppi politici che cercano in tutti i modi di lusingare un eventuale elettorato cattolico'..." (Ansa, 28 novembre 2002).

"In Europa c'è una congiura anti-cristiana, un pregiudizio molto diffuso. L'Europa, non riconoscendo le sue comuni radici cristiane nella sua Costituzione, ha perso una straordinaria occasione di definire se stessa e di darsi un'anima. Tutti gli europei dovrebbero dirsi cristiani" (Marcello Pera, la Repubblica, 31 ottobre 2004)

da Carta Canta del 27.07.2005




permalink | inviato da il 27/7/2005 alle 18:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


25 luglio 2005

Elogio del Silenzio (il mio)

Torno a farmi vivo dopo due mesi di silenzio, ma non è che la voglia di scherzare su tutto e tutti sia al mivello solito...
...l'anno lavorativo (cioè il periodo che va da ferie a ferie agostane) è quasi finito e, nella mia nuova situazione di libero professionista,  inizi a capire quale sia il vantaggio e il prezzo (in Euri) della tua libertà!

Un master appena finito (bene), tante idee per il futuro (che si spera meno fosco dell'attuale).

E poi vedi che - a molti - la voglia di fare a pezzi il prossimo non è passata (anzi), così come la voglia di speculare sulle disgrazie altrui.

Qualcuno di voi ha letto delle speculazioni sul ribasso della sterlina ? E qualcuno di voi è riuscito a leggere qualcosa sulle indagini sulle operazioni finanziarie precedenti e successive all'11 settembre 2001 (e su come si sono arenate) ? 

Io sì e, ammesso e non concesso che si tratti dei soliti scrittori di fantapolitica e fantaeconomia (sarà di certo così), inizio a domandarmi se potremo mai cambiare, anche minimamente, il corso delle cose.

Sono ancora ottimista: io ci provo, partendo dalla mia famiglia, che sto cercando di allargare (il che ha i suoi lati piacevoli, al momento...) e cercando di convincere chi mi sta intorno che un mondo milgiore è possibile!

E se lo faceste anche Voi ?

Nel frattempo mi "ri-chiudo" nel mio silenzio, a meditare, ripetendo il sacro ohm!




permalink | inviato da il 25/7/2005 alle 13:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


6 maggio 2005

Grazie Marco!

Grazie alla "penna acuta" di Marco Travaglio (Carta Canta di Repubblica del 6 maggio 2005) possiamo ulteriormente ridere del miliardario ridens...

Ogni mese cambia idea


"Vogliamo una scelta chiara per l'uninominale maggioritario, con l'eliminazione della quota proporzionale e il turno unico".
(Silvio Berlusconi, 7 giugno 1994).

"Il maggioritario è la nostra religione".
(Silvio Berlusconi, 2 febbraio 1995).

"Se vogliono tornare alla proporzionale e al consociativismo, si sbagliano di grosso"
(Silvio Berlusconi, 15 maggio 1995).

"Nutro diffidenza e paura per questo tentativo di tornare alla legge elettorale proporzionale, per questo disegno di ripristinare la logica dei pedaggi. Il consociativismo fu il male oscuro della vecchia Repubblica proporzionalistica. Il maggioritario è stato travolto in Parlamento dall'introduzione della quota proporzionale. Bisogna eliminarla, per togliere alla nomenklatura la possibilità di entrare in Parlamento attraverso una scorciatoia".
(Silvio Berlusconi, 29 giugno 1995).

"Noi vogliamo il turno unico senza la quota proporzionale".
(Silvio Berlusconi, 2 agosto 1995).

"Nessuno di noi si attacca a questa legge elettorale. Ci sono varie forme di doppio turno".
(Silvio Berlusconi, 23 gennaio 1996).

"C'è anche chi vuole tornare al Grande Centro, al sistema proporzionale, alla palude del consociativismo...".
(Silvio Berlusconi, 27 maggio 1996).

"A noi l'attuale legge elettorale va bene così, ma possiamo discutere garanzie maggiori per i partiti minori. Si può aumentare il peso della quota proporzionale, attualmente al 25 per cento".

(Silvio Berlusconi, 5 giugno 1997).

"C'è da chiedersi se non sia preferibile un cancelliere eletto in Parlamento con la proporzionale, lo sbarramento al 5 per cento e il premio di maggioranza".

(Silvio Berlusconi, 15 aprile 1998).

"Sì a una legge proporzionale che non metta in crisi il bipolarismo".
(Silvio Berlusconi, 14 luglio 2004).

"O si arriva a un sistema con due forze politiche, e allora si deve rinunciare all'ibrido della legge elettorale con la quota proporzionale; oppure si torna al proporzionale integrale".
(Silvio Berlusconi, 28 aprile 2005).

"Non ho mai detto di voler tornare al proporzionale". (Silvio Berlusconi, 30 aprile 2005).




permalink | inviato da il 6/5/2005 alle 12:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

sfoglia     maggio       
 

 rubriche

Diario
Pensieri Sinistri

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

L'Unità
Repubblica
Disinformazione
Il manifesto
Votantonio
L'Irriverente
Sofri Libero!
Grandi Notizie
Ecce Bombo!
Invarchi
Mani Pulite
Girotondi
VoceDelSud
Loggia P2 - Pagine Gialle
Riprendiamoci la fecondazione!

Blog letto 12405 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom